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Maggio 9, 2019

The Smile Generation: come social, selfie (e soldi) hanno cambiato il nostro sorriso

Oggigiorno il sorriso piace. E molto.
In effetti, sorridere piace talmente tanto da definire la generazione d’oggi (compresa tra gli 8 ed i 38 anni) come la “Smile Generation”.

Basti pensare che, in media, le donne sorridono 59 volte al giorno, seguono gli uomini con 45 volte mentre i bambini sorridono addirittura 400 volte nell’arco di una giornata.
Detto questo, facciamo un passo indietro.
Come ha fatto ad evolversi il concetto di sorriso?

Volenti o nolenti, nel corso degli anni la vita di tutti i giorni è cambiata.

Il mondo dei social networks forma parte del nostro quotidiano, tanto da ricoprire un ruolo fondamentale nelle nostre interazioni sociali.
Star del cinema, modelle/i e blogger sono sempre più vicini a noi, tanto da permetterci di imitare i loro look o i loro Selfie (sorrisi inclusi).

Parlando proprio di questi ultimi, va ricordato che un Selfie che si rispetti non può non mostrare un bel sorriso a 32 denti, bianchi possibilmente.

Sebbene la crisi abbia intaccato il sistema finanziario globale viviamo meglio di 20/30 anni fa. 
Inoltre, basta pensare alle etichette alimentari “Bio” o all’ampia diffusione di prodotti cosmetici esclusivamente maschili per intuire che abbiamo imparato a prenderci più cura di noi stessi.


 

A conferma di tutto ciò, un rapporto dell’agenzia di marketing SymphonyIRI Group – Infoscan Group ha registrato nell’anno 2012 in Italia una spesa complessiva di 680 milioni di euro in spazzolini, dentifrici e collutori.

 

Volendo vedere l’altra faccia della medaglia, sono molte le correnti di pensiero che indicano come rovina della società moderna proprio l’avvento dei Social, dei Selfie e del consumo di massa.
E allora: anche se stessimo diventando sempre più legati allo smartphone, più narcisisti o superficiali, perlomeno consoliamoci con un sorriso sempre più bello e sano.
 
Parola di dentista.